Bebride

Me lo ricordo ancora, quel matrimonio.

Sono passati vent’anni da quella notte in cui, con le mie amiche di sempre, sdraiata su un prato a lato di una vecchia cascina colonica,  guardavo le stelle e fantasticavo sul futuro. Dalle lanterne sopra il muro a secco che delimitava il giardino, proveniva la luce delle candele color panna, e dai tavoli sotto il patio le voci degli invitati si percepivano appena. 

A ognuno degli invitati, senza distinzione, la vita aveva riservato quella splendida giornata di allegria, di abbracci, di vino bevuto in compagnia, di piccoli piaceri come i ricordi condivisi.

Stavo bene, lì dov’ero. Mi sentivo leggera, felice, senza dubbi. Pensai che chiunque avrebbe dovuto, almeno una volta, vivere momenti così belli. Pensai che mi sarebbe piaciuto poter riprodurre momenti come quelli che avevo vissuto io, che restano per sempre nella mente, e che sono stati la scintilla di un sogno.  

COSÌ È NATA BEBRIDE...